DeGustazioni Semplici
DeGustazioni Semplici

I Nostri Vini Sfusi

 

 

Il vino sfuso è da sempre immagine della quotidianità del consumo di vino. In fondo è quello che si ha in mente quando si parla del classico bicchiere a pasto. Noi abbiamo sempre avuto come obiettivo fondamentale la qualità del nostro vino sfuso che ogni giorno prende posto sulle vostre tavole. Affinchè quel vino sia di qualità tanto quanto quello che berrete nelle occasioni più importanti.

Qui vogliamo presentarvi alcuni tra i nostri cavalli di battaglia tra la vasta opportunità di scelta che vi offriamo. Una cosa che sicuramente merita di essere sottolineata è l'impianto...

Ricordatevi che chi condivide il post da cui siete arrivati o quello che si trova a questo link: http://bit.ly/scontoVinoSfuso , avrà diritto ad uno sconto in negozio del 20% su qualsiasi vino sfuso o ad una dama in pet in omaggio! E' molto semplice: basta mostrarci la condivisione prima alla cassa.

 

Raboso

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colore
rosso rubino carico 

profumo
vinoso, marcato, con sentori di marasca e violetta 

sapore
pieno ed austero, di corpo, giustamente tannico

prezzo: €/l 1,84

 

 

Merlot

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colore
rosso rubino vivo 

profumo
delicato e gradevole 

sapore
morbido, intenso e fruttato

prezzo: €/l 1,49  

 

 

Cabernet Sauvignon

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colore
rosso rubino intenso 

profumo
vinoso e caratteristico 

sapore
tipico, fruttato, giustamente tannico, leggermente erbaceo

prezzo: €/l 1,69

 

 

Glera (Prosecco) 

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colore
giallo paglierino tenue 

profumo
morbido fresco, fruttato, floreale, leggermente aromatico 

sapore
abboccato ed equilibrato 

perlage
fine e persistente

prezzo: €/l 1,95

 

 

Moscato

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colore
giallo paglierino 

profumo
marcatamente aromatico, caratteristico 

sapore
dolce, intenso

perlage
fine e persistente

prezzo: € 1,95

 

E ancora Sauvignon, Rabosello, Glera mosso, Lambrettino, Rosé frizzante, Pinot bianco-chardonnay. I prezzi sono non inferiori e non superiori a quelli visti per i vin qui sopra. 

 

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La vite ha origini molto lontane, e il vino ha navigato per mari difficili a bordo delle navi della Serenissima, poichè la sua acidità gli consentiva una buona conservazione. I Monaci Benedettini ne hanno coltivato a lungo le terre, e senza saperlo hanno permesso che non si perdesse la tradizione di un vitigno tanto difficile quanto storico e amato in quelle zone del padovano. Dando anche a noi la possibilità di berlo ancora oggi. Tutta questa storia la potete ritrovare in una bottiglia di Friularo Ambasciatore.

Copertina metodo chiave 3

Se anche voi siete convinti di una di queste cinque leggende sul vino, probabilmente dovrete ricredervi...

 

1°: I rossi vanno bevuti a temperatura ambiente e i bianchi freddi.

Provate voi, in una calda giornata d'agosto, nella magica e soleggiata Venezia, a chiedere di degustare un Amarone a temperatura ambiente.
A parte il costo da capogiro, dovreste decidere se siete più infastiditi per la calca formata dai turisti (di cui in realtà facciamo parte quasi tutti) o per il vin brulé che vi hanno appena servito.



Oppure fatevi portare un Gewurztraminer ghiacciato per rinfrescarvi la giornata. In entrambi i casi, voi e chi ve lo porta, state compiendo un eno-cidio.
Eh sì perché certi bianchi, sotto i 10/12 gradi, vedono praticamente anestetizzata tutta la loro potenza aromatica e i loro gusti e profumi di frutta calda e matura! Così come un rosso, anche dei più strutturati e alcolici, servito sopra i 20/22 gradi vi sembrerà un té caldo. Insopportabile.
E mentre per un bianco troppo freddo in realtà basta aspettare qualche minuto, per un rosso troppo caldo invece è più complesso rimediare; non sempre basta il cestello del ghiaccio (che comunque rimane sempre una buona soluzione d'emergenza). Ah mi raccomando: metà acqua, metà ghiaccio e una manciata di sale: così il raffreddamento è più rapido.
Questo principio della temperatura ambiente in realtà è un fraintendimento. Si riferisce alle temperature delle cantine, che non superano mai i 16-18 gradi. Altri invece parlano di una tradizione molto britannica legata a qualche decennio fa, quando i locali erano ben più freddi di oggi. Una soluzione pratica per i bianchi può essere tenere il vino in frigo, e tirarlo fuori un'oretta prima di berlo. Mentre per i rossi, l'ideale è farli uscire dalla cantina all'ultimo, solo al momento dell'apertura.

 

2°: Il rosso si beve con la carne e il bianco con il pesce.

Un mio professore di degustazioni sosteneva che il vino andrebbe bevuto in calici scuri, per non essere condizionati.
Io non son d'accordo, ma solo perchè certi vini brillano di colori speciali. Ma come principio non è sbagliato.
Per quale motivo il colore di un vino dovrebbe essere un fattore di giudizio importante o la ragione per abbinarlo un piatto?
Nessuno. La regola base degli abbinamenti, è che il cibo non deve sopraffare il vino e viceversa. Bisogna tener quindi conto di: tipo di pesce e tipo di cottura.
Ad esempio, molluschi e crostacei vogliono il bianco, tonno e pesce spada si sposano benissimo a certi rossi. Per insalate di mare e fritti niente rosso, con cotture al forno o alla griglia invece sì. Però non basta, bisogna spendere due parole anche per il tipo di vino. Non tutti sono adatti: meglio optare per rossi freschi, giovani, leggeri e perché no, anche frizzantini. Profumi di frutta rossa e acidula come fragole e lamponi. E ricordatevi di servirli abbastanza fraschi, tra i 14 e i 16 gradi. 
Per darvi qualche nome, un Pinot Nero, un Bardolino o un Lambrusco. E poi fidatevi delle tradizioni locali! Cacciucco livornese e...un Chianti giovane.

*Prima di continuare a leggere, voglio premiarti per l'attenzione che mi hai dato*

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3°: Archetti, lacrime e perlage sono indice di qualità di un vino.

Da questo delicato aspetto della degustazione potete addirittura riuscire a dire, nel seguente ordine di difficoltà:
-se il bicchiere è stato lavato con il detersivo (e se siete esperti potete anche indovinare la marca) o se è stato solo sciacquato con l'acqua.
-se è stato utilizzato anche il brillantante
-se il bicchiere è nuovo o consumato
-l'angolazione della curva della pancia del bicchiere.
Insomma, queste caratteristiche, a parte qualche piccola indicazione su alcolicità e struttura (ma già qui si tentenna),
vi danno più informazioni sul bicchiere che sul vino.

 

4°: Spumanti e champagne si bevono solo come aperitivo o alla fine, con il dolce.

Questa è una colpa della nostra cultura gastronomica, o di un po' di disinformazione. Infatti, mentre bere un vino secco (un brut per esempio) con il dolce è un errore a tutti gli effetti (ma se vi piace continuate a farlo, e chissenefrega delle guide enogastronomiche e del mio consiglio), bere uno spumante pasteggiando è proprio una cosa che non ce viene naturale! Niente da fa'...
Per noi pasteggiare a bollicine è una follia. Eppure, certi Champagne hanno un acidità perfetta per essere abbinati a tanti piatti della nostra cucina, non solo di quella francese.
La bollicina pulisce, sgrassa, e rilassa le meningi...praticamente non esiste piatto (e situazione sociale umana) che un vino con
bollicine ben fatto non sia in grado di accompagnare ed esaltare. Ma in Italia purtroppo è ancora un vino da fuori pasto. Rompete la monotonia!
Un ultima dritta, con cui cerco di aiutarvi nell'eterna diatriba: meglio uno Champagne o un Franciacorta? Vi dico questo: uno Champagne da cento euro è imbattibile, ma tra due bottiglie da venti euro, scegliete ad occhi chiusi il Franciacorta. Sul rapporto qualità/prezzo, stravinciamo (e non solo qui) noi italiani.

5°: I vini al ristorante costano troppo.

Questa è vera, ma non sempre. Il comune pensiero che i vini costino troppo lo dobbiamo senz'altro ai ricarichi applicati dai ristoranti
e, ahimè, da alcune enoteche. Cerco di illustrarvi il simpatico meccanismo che i ristoratori utilizzano per stilare i prezzi della loro carta dei vini.
Al ristorante, fanno pagare la cerimonia d'apertura e il faticosissimo atto della stappatura della bottiglia. In aggiunta a questo impegnativo servizio, ci buttano dentro i rischi di gestione di una cantina e il gioco è fatto. Ma la cosa più interessante è questa: meno un vino costa, più lo possono aumentare di prezzo. E così vi troverete a ordinare bottiglie da meno di cinque euro aumentate del 150%-200%, vini tra i dieci e venti euro con un ricarico del 100%-120%, mentre i vini sopra i cinquanta euro saranno stati aumentati "soltanto" del 50%-80%. In questo modo ci guadagnano sempre e incentivano i dubbiosi a sfruttare il prezzo vantaggioso di una bottiglia di valore. Quindi perchè all'inizio ho aggiunto "ma non sempre"?
Perchè si spera che là fuori esista qualche onesto ristoratore che vada alla ricerca di quei vini speciali,
che per qualche eccezionale deviazione dalle consuetudini dell'economia e del marketing, hanno un prezzo nettamente inferiore al loro valore. Sorprese che vi auguro di scoprire nella vostra avventura di appassionati di vino.

 

Se sei arrivato fino in fondo all'articolo, sono ancora più convinto che il video di cui ti ho parlato sopra sia proprio adatto a te!

E' gratis, e ti spiego il semplice metodo che uso anch'io davanti ad ogni bicchiere di vino che voglio degustare, e non semplicemente bere.

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Andrea Muneratti

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Dopo aver letto questo articolo, quando i vostri amici vi domanderanno "Ma è vero che...", saprete cosa rispondergli. Vi prego, per il bene del Vino, fatelo.

 

1°: I rossi vanno bevuti a temperatura ambiente e i bianchi freddi?

Provate voi, in una calda giornata d'agosto, nella magica e soleggiata Venezia, a chiedere di degustare un Amarone a temperatura ambiente. A parte che dovreste lasciar giù anche la pelle di cui è fatto il portafoglio e la borsetta di vostra moglie, ma soprattutto dovreste decidere se siete più infastiditi per la calca formata dai turisti (di cui in realtà facciamo parte quasi tutti) o per il vin brulé che vi hanno appena servito.

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Dopo aver letto questo articolo, quando i vostri amici vi domanderanno "Ma è vero che...", saprete cosa rispondergli. Vi prego, per il bene del Vino, fatelo.

(Non fermatevi ai titoli!)

 

1°: I rossi vanno bevuti a temperatura ambiente e i bianchi freddi?

Provate voi, in una calda giornata d'agosto, nella magica e soleggiata Venezia, a chiedere di degustare un Amarone a temperatura ambiente.
A parte il costo da capogiro, dovreste decidere se siete più infastiditi per la calca formata dai turisti (di cui in realtà facciamo parte quasi tutti) o per il vin brulé che vi hanno appena servito.

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